IL RICONOSCIMENTO FEUDALE

I nomi avuti in passato

Il villaggio di S.Antonio fu riconosciuto ufficialmente feudatario nel 1720 con atto notarile.

Il 9 giugno 1720 dinanzi al notaio Giuseppe Virdis y Rosas si presentarono i rappresentanti del feudatario e i fondatori del nuovo villaggio per firmare il documento d’intesa.

Il paese prese subito il nome di Villa di Sant’Antonio de Funtana Coberta e fu inserito fra i villaggi della baronia di Senis insieme con Senis, Assolo, Ruinas e Mogorella e soggetto al pagamento dei tributi feudali come quelli di Mogorella.

Essi erano:

Erano esonerati dai pagamenti i tonsurati in via, i chierici coniugati e i ministri della Santa Inquisizione; tutti gli altri, al compimento del 18° anno, dovevano pagare al signore i tributi feudali. Essi si pagavano nel periodo estivo, dopo la mietitura del grano e la vendemmia.

In epoca fascista con l’avvento di Mussolini al potere nel 1920 il paese di S. Antonio, assieme a Mogorella, divenne frazione di Ruinas.

Felicino Cuccu ricorda nelle sue memorie che fu nominato Podestà un ex maresciallo in pensione, Mauro Tatti, una persona onesta e rispettosa, ma che fece poco per migliorare le condizioni sociali della zona.

Il paese riacquistò la propria autonomia e la propria indipendeza negli anni 50 e fu necessario impegnare il carro agricolo di Bernardino Mura per riportare in paese i registri degli Uffici comunali.

Il paese continuava però a portare il nome di S.Antonio Ruinas; causa per cui si avevano disguidi postali e altri inconvenienti facilmente immaginabili.

Negli anni 80 sorse il desiderio fra la popolazione di avere la autonomia anche nel nome e di ciò si fece interprete il sindaco Aldo Cuccu e la Giunta da lui presieduta inviando una petizione in tal senso alle Autorità regionali.

La richiesta venne accolta e fu promulgata, con legge regionale dal 24 luglio 1985 n. 16, il decreto per cui il paese ebbe il nome definitivo di Villa Sant’Antonio.

La legge è stata pubblicata il 27 luglio 1985 è diventata obbligatoria 15 giorni dopo.

La notizia comparve nella Gazzetta Ufficiale n. 255 del 29 ottobre 1985.

 

Elisabetta Cuccu 

vedi anche "La baronia di Senis"